Saturday, March 25, 2017

Angoli d'amore #1decadeinNYC

L'angolo preferito della casa di Jackson Heights, a parte le finestre, dove mi sedevo a lungo a guardare la vita, divento' quello con la scrivania e il cavo di internet. Quando non sentivo, dilaniante, la mancanza di tutto e di tutti in Italia, era perche' ero al computer a parlare con tutti di tutto, in Italia. O a scrivere email. Quante lettere ho scritto nella mia vita. Cosa che a raccoglierle si metterebbe insieme un carteggio in nove volumi. Lettere d'amore. Quasi sempre. A persone che amavo e che - per me - non erano solo quelli di cui sono stata innamorata. L'amore e' sentimento ben piu' ampio e meno sdolcinato di quello fra due che si "innamorano". L'amore e' volontà, stima, cura, tolleranza, passione. Pensare di provare tutto cio' solo due, tre, quattro volte - ma anche dieci - in una vita intera e' triste e riduttivo. Ho amato e scritto. Da quella scrivania di NY, scrissi e spedii, una lettera per me importante, a una persona che come me stava attraersando un deserto. Fu lui, rispondendomi, ad usare quell'espressione: "stiamo attraversando un deserto ma ne usciremo vivi". E lo abbiamo fatto. Solo lui per troppo poco tempo e mi manca. Ma sono grata per tutte le lettere scritte. Non le ho mai rimpiante. Nemmeno quando sono state accolte dall'indifferenza o dall'incapacità di "sentire". Ieri, proprio ieri, Marco mi ha scritto di aver ritrovato le mie lettere di 34 anni fa. Eravamo due ragazzini ma io lo amai senza nemmeno sapere cosa fosse quella felicita immensa che mi aveva invaso. Ne' prevedevo il dolore che mi avrebbe spezzato il cuore per la prima volta quando ando' via. Quelle lettere, pero', ci hanno tenuto insieme, da lontano, per 34 anni e io non ho mai smesso di amarlo come scrivevo in quelle lettere. Perche l'amore muore solo se non lo coltivi. Solo se, ritrovandolo in una scatola, dopo 10 anni, tenuto insieme da un nastro rosso, non ti racconta nulla al cuore, non ti fa leggermente tremare le mani mentre un sorriso ti distende il labbro. E gli amori di dopo, mai, cancellano quelli di prima se erano amori veri, profondi, coraggiosi.
Seduta a quella scrivania, tornai a scrivere. Lettere d'amore e articoli. Che poi sono spesso, per fortuna, la stessa cosa. Tornai a scrivere come si torna a ripercorrere una strada di montagna che prima e' tortuosa e pericolosa ma poi ti porta in una valle, quieta e splendente. Con profumo di mimose.
Tornai a scrivere e non ho mai smesso. L'amore per new york non e' mai finito e le lettere d'amore che per lei scrivo, questa madre che mi ha partorito di nuovo, quest'amante che ha risvegliato la passione, quest'amica che mi da' una spalla su cui riposare, le lettere che scrivo per lei non sono mai abbastanza. L'amore non e' mai abbastanza. #1decadeinNYC